L'abitudine
Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/321920-alberto-moravia-questo-per-dire-che-ci-si-abitua-a-tutto-e-che-la/
Cercavo una breve considerazione sulla parola abitudine e questa di Moravia mi ha particolarmente colpito.
Quel negativo"e non ci ribelliamo più" e il positivo "accettiamo quello che ci succede" mi svelano la doppia faccia della parola "abitudine".
In una lettera del 1944, dallo stalag XII, mio padre, soldatino diciannovenne catturato l'8 settembre del 1943, scriveva alla mamma di come mesi di disperante prigionia lo avessero cambiato, di come avesse compreso i veri valori della vita e si riprometteva di tornare e non esser più un ragazzo superficiale ed egoista ma di elevare il suo comportamento verso quei valori che nella sofferenza aveva concretamente riscoperto.
Poi era tornato, aveva ritrovato le abitudini familiari e la sua volontà si era appiattita alla media del vivere.
Come la maggior parte di noi.
Gli eventi traumatici ci scuotono, ci stimolano, a volte ci illuminano, ma come dice Moravia, "non sono i fatti straordinari che avvengono una volta tanto" a provocare il cambiamento, lui dice "è proprio quest'abituarsi".
Quello che mi arriva è che "quest'abituarsi" è sopravvivenza, è la capacità di adattamento data dalla consapevolezza di aver superato un momento difficile e che quindi si può andare avanti.
Per creare l'abitudine ad un comportamento che ha fatto tesoro dell'esperienza serve una gran forza di volontà, sostenuta da una costante attenzione, da una vigilanza. Le stesse, volontà attenzione vigilanza ed aggiungo coraggio, che spontaneamente si erano manifestate durante l'evento traumatico ci devono sostenere nell'abitudine, nella vita che continua. Altrimenti si scivola dall'adattamento a una resa passiva.
"E non ci ribelliamo più"!
L'altra faccia dell'abitudine, l'adagiarsi, l'addormentamento.
Ribelliamoci alla nostra pigrizia mentale, al confort apparente delle vecchie abitudini, svegliamoci e riscopriamo la vigilanza che scaturisce spontanea nel pericolo, quella priva di ansia, perché non c'è tempo, ma che ci espande i sensi e desta le aree remote del nostro magnifico cervello: scopriremo una realtà di vita più ampia e di maggior soddisfazione.



Grazie per averci dato tanto sul quale fermarci a riflettere
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