Così è la vita
Le parole di cui abbiamo bisogno, quelle che esprimono un sentimento profondo che è ancora così viscerale da non sapersi appigliare a nessuna eespressione, ebbene queste parole un giorno compaiono. Le troviamo in posti inaspettati.
Io le ho raccolte in un gialletto, un romanzo leggero ma scritto bene, un po' alla Agatha Christie, leggero, ironico, molto inglese. Lo sto leggendo per perdermi un pò in quella fantasticheria poco impegnativa, che ti risolleva dalla pesantezza di altri pensieri, che ti trasporta lontano, ma non troppo, dal quotidiano.
"I giorni della morte sono quelli in cui soppesiamo le nostre relazioni con l'amore nelle mani nude. Giorni in cui puoi ricordare quel che non c'è più, e aver paura di quello che verrà. La gioia che ci porta l'amore, e il prezzo che paghiamo. Giorni in cui rendiamo grazie, ma anche giorni in cui supplichiamo pietà." (Richard Osman, L'ultimo diavolo a morire)
Ho ponderato queste parole e le raccolgo perché descrivono quello che ho provato in questo periodo, in cui mia madre se n'è andata. L'affetto per lei, quello ricevuto da lei, dai fratelli, dagli amici, ha impedito il senso del vuoto. La morte ti fa affrontare la vita con più realismo, con un maggior senso del vero. Vieni nutrito dall'amore che ricevi, e supplichi pietà per i limiti e le incapacità che vedi con maggior chiarezza nel dolore. Grazie mamma per quello che mi hai dato, nella vita e nella morte.
La foto che ho voluto come cornice di questo piccolo scritto, l'ho scattata qualche tempo dopo la morte di mia madre, in un posto che mi gratifica della sua semplice solida bellezza. Nella roccia è scolpito l'interno di un cuore, che pare sostenuto da quest'acqua cristallina.


Faccio mie le tue riflessioni, cara Elena. Io che mi chiedo da un po' quanto analogo dolore dovrò attraversare. L'acqua cristallina e immobile della bella foto, mi fa pensare a quanta vita vi scorra al di sotto indipendentemente da ciò che accade al di sopra. A presto
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