Guarda, guarda
Guarda, guarda
Una parola che durante le gite e i piccoli viaggi mio padre esclamava spesso era: “Guarda, guardate!” indicandoci panorami, case, chiese, fiori, uccelli o nelle mostre alcuni quadri o dei particolari. Era un invito che in me trovava una naturale propensione. Di mio padre ho la stessa curiosità e lo stesso piacere verso i grandi spettacoli e i particolari.
L’osservazione e la contemplazione hanno diversi risvolti: certamente apportano un grande nutrimento che attraverso i sensi porta benessere alla mente ed al corpo. Noi ci nutriamo anche di quello che arriva attraverso i cinque sensi, e il soffermarsi su qualcosa in particolare fa sì che tutto il nostro essere, fisico-mentale-etereo, abbia la possibilità di elaborarne la visione, coinvolgendo il gusto, e dove possibile odorato e tatto. Come un vero e proprio cibo viene assimilato ed avvertito uno stato di maggior piacevolezza. Una delle “terapie” migliori che utilizzo per riportare armonia in me stessa, è una camminata nella natura, o la visita ad una mostra d’arte. Vincendo a volte quella riluttanza e pigrizia date da una forma depressiva, ne esco sempre energizzata e vivificata.
La capacità di osservazione ha anche un altro importante aspetto che è quello dell’orientamento. Il senso dell’orientamento nasce da una naturale o coltivata predisposizione all’osservazione. La propria capacità indipendente di riconoscere una tragitto è rilevante non solo per ovviare a una totale dipendenza da strumenti preposti, ma per mantene allenati, vigili i nostri strumenti interiori, che si riveleranno utili non solo nel percorrere una strada, ma per l'appunto ogni sentiero della vita.
Guardare, osservare, vedere: utilizzando questi verbi a dimostrare una sequela di intensità nel cammino della conoscenza, che coinvolge non solo il senso della vista, ma tutti gli altri e oltre, l’intuizione, vorrei enfatizzare quanto sia fondamentale in ogni aspetto della vita avere la giusta attenzione.
Il “riprendersi in mano” ossia reimparare ad agire non in automatico, come un automa, ma mantenendo una consapevolezza interiore di quello che si sta facendo, ad esempio, è materia di molti testi di guru e maestri negli ultimi decenni, ossia da quando si è così velocizzata la nostra modalità di vivere, apportando vari vantaggi ma anche spesso la perdita di un armonioso ed equilibrato stato della nostra psicofisicità.
Un suggerimento semplice è questo: camminate osservando i particolari di ciò che incontrate lungo il cammino ed ogni tanto soffermatevici. Frequentate mostre, visitate luoghi d’arte e cercate i particolari: il segno di una pennellata, un oggetto, una stoffa, una piega o la morbidezza di un marmo in una statua. Lasciatevi prendere dall’osservazione della forma di un’erba, di un petalo, dalla sua ruvidezza oppure, dalla forma ritorta di una sbarra di un cancello, o di un balcone antico, guardate in su la forma di un palazzo, o di come è ricco di fiori un balconcino di una qualsiasi casa, o forse è pieno di panni stesi..insomma guarda, guardate.






Grazie per avermi aperto gli occhi, guarderò in giro prestando molta più attenzione alla vita in tutti i suoi aspetti!
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